L'integrazione di High-Tech con l'avvocatura: come sto eliminando la carta
Spesso amici e, soprattutto, colleghi mi chiedono come integro la mia professione di avvocato, con la tecnologia, e come utilizzo ipad, iphone, cloud, e così via, per lavorare meglio, con più efficienza (soprattutto tenendo sottocchio tempi e costi). Sembra che nel mio studio legale, io sia il punto di riferimento per consigli in tema tecnologia (oltre che in corporate law e diritto di famiglia, che sono le materie di cui mi occupo), quindi, prendendo il toro per le corna, ho deciso di anticipare ogni eventuale domanda e osservazione, iniziando a condividere la mia esperienza, come avvocato, che ha integrato la propria professione con vari strumenti high-tech. Per le presentazioni, Vi rimando alla home page del sito del mio studio legale, ma una degna presentazione, non può prescindere dall'illustrare che sono un appassionato di tecnologia e di “giocattolini”, soprattutto quelli provenienti da Cupertino (ipad, iphone, mac, e tutto ciò che è Apple). Non è stato un processo veloce, ma, dopo anni, sono riuscito a integrare questi strumenti con la mia attività professionale, il che mi ha non soltanto dato enormi vantaggi, in fatto di facile accesso ai miei dati e alle pratiche, ma mi ha addirittura permesso di risparmiare soldi e risorse in genere. Una cosa su tutte: sono riuscito a eliminare la carta dalla mia attività. Non è una questione ambientale (anche se non guasta), ma anni fa giravo con pacchi di fogli, promemoria e, fondamentalmente una borsa piena di fascicoli pesanti e ingombranti. Ora giro con il mio iPad Mini (16Gb wifi), un iphone (4S, 16 Gb), e una Stylus (Wacom Fineline), otre a una connessione internet sempre presente. Premetto che, grazie alla connessione internet, ho sempre accesso alle mie cartelle, debitamente salvate su Cloud (io uso DropBox), cui ho sempre accesso, anche in mancanza di una connessione internet. Piano piano, scopriremo come ho imparato a sfruttare al meglio queste risorse (per la maggior parte gratuite o, comunque, poco costose), per lavorare meglio e con più efficienza e, soprattutto, ovunque, ma, oggi, per prima cosa, voglio illustrarVi come ho ridotto i costi di carta in ufficio, e come riesco a fare rimanere i clienti (i Giudici in Tribunale e, perché no, anche gli altri avvocati), a bocca aperta. Dicevo prima che “giro” con il mio iPad Mini e una Stylus, e tanto mi basta per prendere appunti, scannerizzare, accedere alle pratiche e lasciare tutti basiti. Quando devo prendere appunti durante le udienze, ma, soprattutto, durante un appuntamento con un cliente in studio, mi presento con il mio ipad mini e il mio stylus. ipad e bamboo Io ho utilizzato per anni svariati stylus (o styli), che utilizzo per scrivere sull'ipad, esattamente come se scrivessi su un pezzo di carta, però, con i seguenti vantaggi: non ho pezzi di carta in giro, né ho fogli volanti che rischio di perdere o di inserire nel fascicolo sbagliato; riesco a cancellare, modificare e tenere in ordine i miei appunti, senza problemi e con estrema facilità; non spendo soldi in carta il peso (fisico) di un file è inesistente ho i miei appunti sempre con me, anche quando sono in mobilità (Tribunale, vacanza, casa, e così via). Sappiamo (e se non lo sapete Ve lo dico io) che l'iPad (come tutti i tablet moderni) ha un sistema di touch screen capacitivo, ovvero, in parole (molto) povere, sente la carica elettrica delle nostre dita, e trasmette il segnale al sistema. Una volta, gli schermi dei palm computers (si chiamavano così, prima che Apple presentasse l'iPad 1) erano resistivi, ovvero rispondevano a una “semplice” pressione, che si poteva applicare con qualsiasi strumento (anche uno stuzzicadenti, volendo). Ora le cose si sono fatte più complesse, e gli schermi capacitivi sono più maneggevoli, più veloci e più “responsivi”, ovvero hanno una rapidità di risposta al segnale molto più immediato. Questa tecnologia influenzato lo sviluppo di sistemi di penne per schermi capacitivi sempre più avanzate e sempre più somiglianti a penne “normali” bamboo e BIC Vi ricordate le vecchie penne capacitive, quelle con la punta gommosa, grossa e imprecisa? Ora le cose sono cambiate, e abbiamo una vasta gamma di pennini che riproducono l'esperienza di scrittura su ipad, in maniera fedele e comparabile alla scrittura tradizionale. Dopo anni in cui ho utilizzato Stylus della Adonit (azienda che, con la sua tecnologia, ha rivoluzionato il mercato delle penne per ipad) sono di recente passato alla Wacom Fineline. Le caratteristiche di questa penna sono: la punta sottile e dura, molto simile, sia nel look, sia nel tatto, a una penna a sfera di alto livello; il bluetooth, con cui la penna si “abbina” al nostro ipad; il tasto on/off, che può essere configurato come tasto undo o gomma; il palm-rejection, ovvero la capacità della penna, debitamente abbinata all'ipad, di riconoscere il polso e di fare sì che soltanto la penna lasci il segno, il che permette di scrivere con la mano in posizione naturale, ben appoggiata allo schermo, come se si scrivesse su un foglio di carta. La Wacom Fineline (uno dei modelli della nota Wacom, specializzata in penne e tablet per disegnatori e concept artists professionisti), si abbina perfettamente con la app dedicata, sempre realizzato dalla Wacom: la Wacom Bamboo paper (gratis dall'app store). L'app permette di creare svariati libri di appunti, con un numero di pagine illimitato, che emula perfettamente il Moleskine. Ci sono varie “penne” che si possono selezionare all'interno dell'app (non tutte gratis, ma sbloccabili con un acquisto in app), con varie grandezze di punte e molti colori fra cui scegliere. Il tasto della penna, inoltre, può essere configurato per essere la gomma da cancellare o per essere un undo. Un particolare cenno va fatto sulla funzione “cancellare” del tasto, che simula una gomma da cancellare che si allarga o si restringe, a seconda della velocità con cui ci si muove nello schermo: quindi, per cancellare grandi spazi, ci si muove velocemente, per cancellare piccoli dettagli, basta muoversi lentamente. Il tutto è fluido e molto intuitivo. Lo scorrimento delle pagine è intuitivo (anche se scrivere in fondo alla pagina può innescare il cambio pagina involontario, quindi evitate di scrivere vicino ai bordi). L'app permette, inoltre, di fotografare o caricare immagini dal proprio rullino foto, inserendole all'interno della pagina stessa, per poi poter prendere appunti, direttamente sulla fotografia. C'è anche una funzione zoom, che permette di scrivere in spazi ristretti della pagina, senza avere paura di “strabordare”: basta fare un “pinch” con due dita e allargare la pagina. Non una funzione indispensabile, ma è bello sapere che c'è. Manca la funzione “taglia/incolla/sposta”, che spero venga aggiunta in futuri aggiornamenti, il che renderebbe questa app veramente completa. E', infine, possibile salvare il taccuino (o la singola pagina) nella propria cloud (o nella cloud di Wacom stessa, se si è creato un account), sia come PDF, sia come file successivamente modificabile, anche da altro dispositivo, sui cui abbiamo pre-installato l'app stessa. L'app Wacom Baboom Paper funziona con altre penne, anche senza bluetooth e di altre marche, quindi non è necessario avere una Wacom Fineline, ma, come ovvio, essendo una app dedicata, viene da sé che le due funzioni meglio l'una con l'altra. Non avete idea dello sguardo dei clienti, che mi vedono scrivere appunti sul mio ipad, cui poi invio gli stessi appunti in PDF, pre-caricati su cloud, nella loro cartella, che ho con loro condiviso attraverso dropbox. L'altro giorno ho avuto una particolare soddisfazione, allorquando, dopo avere preso appunti nel corso di una udienza per il giuramento di un CTU, davanti al Giudice di Pace di Milano, il CTU mi ha chiesto di avere la scansione del verbale, visto che (e cito) le ero parso “molto tecnologico e avanzato”. Se avete esperienza con questo stylo, o styli di altre marche, fatemi sapere i vostri commenti.